Che faccio stasera?

21 Mag

Allò stasera prendo la mia nuova bicicletta. Nuova nel senso che l’ho rubata due giorni fa. E me ne vado sul lungarno.

Ah, il vento tra i capelli. Sfrecciare, andare lentamente, essere libero, ascoltare il fresco della sera. Poi arrivo tipo davanti all’ambasciata Americana e mi siedo su una panchina parcheggiandoci la bicicletta accanto. Chissà se c’ha il cavalletto. Insomma mi siedo, mi accendo una sigaretta pensando a niente di pesante, roba leggera. Magari mi faccio buoni propositi per l’indomani. Mi ripeto che andrà tutto bene, che me la caverò, che la fortuna arriverà.

E mentre sto lì seduto arriva una americana strafica, anzi non una americana, un’italiana coi capelli corti e il giubbotto di pelle, una tipo lei. Insomma questa mi si siede accanto, legge un libro di John Fante, tipo Full of Life, e mi dice che John Fante come barzellettiere faceva cagare e però lei per questa cosa lo amava ancora di più. Io le dico che anche io sono debole e lei mi guarda con gli occhi vispi e mi dice che suo padre è il più grande editore del mondo ed è intenzionato a pubblicarmi un libro al mese. Io le dico che ancora non ho mai scritto un libro ma lei mi rassicura dicendomi di non preoccuparmi perchè suo padre mi darà un anticipo di un sacco di soldi per permettermi di scrivere il primo di questo mese. Poi mi dice se ho voglia di fare l’amore.

Ma quando ci alziamo dalla panchina arrivano dei suoi amici. Uno è un grande architetto che senza presentarsi mi dice che ha già chiamato un’impresa per ristrutturare la casa dei miei genitori. Un altro è un grosso imprenditore, pieno di soldi, che mi dice che darà un milione di euro a mia madre, a mio padre, a mio fratello, ai miei amici, alla mia ragazza, e a tutta la gente a cui voglio bene. Provo a ringraziarlo ma mi dice che non c’è bisogno, lo fa volentieri. Dopodicchè ci salutano. E rimaniamo io e la ragazza bellissima con il giubbotto di pelle tipo lei.

Andiamo a casa sua e facciamo l’amore, con tutta tranquillità, beviamo dell’ottimo vino bianco ma senza ubriacarci, lei ride a tutte le mie battute ma non per cortesia proprio perchè la fanno ridere, coglie ogni  citazione, mi risolve ogni dubbio psico-filosofico, poi mi abbraccia mi dice che se vorrò mi abbraccerà per sempre, ogni tanto si alza recita shakespeare mentre balla come Anna Pavlova e suona il violoncello come Jacqueline du Prè, il tutto contemporaneamente…

Ma tanto già lo so che ora esco di casa, scendo le scale, apro il portone fischiettando e facendo tintinnare le chiavi della catena, e trovo che mi hanno fottuto la bici.

E’ la vita. Anche se qualcuno la fa molto semplice. Tipo studiare, trovare un lavoro, scopare e morire. E’ l’angoscia. Però ora esce il nuovo numero del Collettivomensa e nessuno mi dirà che quello che scrivo non va bene. Magari scrivo un racconto in cui io sono un supereroe che stupra le ragazza ma anche no visto che sono fichissimo e quindi me la danno consenzienti e poi rubo tutto quello che voglio, mi rubo tutta la Feltrinelli e poi quando mi arrestano passo attraverso i muri, ma magari mi faccio anche ricco, così tutte quelle cose le posso pagare, anzi no, me le compro via internet con la carta di credito, mi compro tutto e mi scelgo anche il mestiere, da supereroe anche io voglio lavorare per un giornale come clark kent, magari faccio il fotografo per max, tipo lui.

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