Sgombero Frigolandia

17 Nov

Con un’iniziativa giudiziaria la giunta del Comune di Giano dell’Umbria, un piccolo paesino vicino Foligno (ma più che altro vicino ad un altro paesino, ancora più piccolo ma degno di nota ed esemplare per la nostra storia, quale Bastardo) ha ottenuto lo sfratto di Frigolandia, la terra di Frigidaire (proprio la storica rivista che per chi non se la ricordasse, la storia, la trova per grandi linee qui), nonchè la prima Repubblica Marinara di Montagna e un sacco di altri epiteti – come Accademia delle Invenzioni – che non ci aiuteranno a capire meglio di cosa si tratta, anche se lui ci si avvicina di più, per non dire lui.

Ma facciamo un passetto indietro, uno di quei passetti alla lucerelli. Nel 2005 sir Vincent Sparagna, uno che oltre ad amare gli animali ha anche una biografia del genere, prese in affitto con un regolare contratto tra il Comune e Frigidaire una ex colonia fascista all’interno di un parco (proprio a Giano dell’Umbria) potenzialmente molto carino ma nei fatti abbandonato al suo destino. Destino fortunato a quanto pare. Visto che sir Vincent Sparagna (proprio quello di prima) volle ivi realizzarci la Repubblica di Frigolandia, un centro di arte e comunicazione nazionale ed europeo d’eccellenza, un luogo di ricerca, di studio e produzione artistica ed editoriale. Tant’è che all’interno del parco, Sparagnaus e alcuni suoi fedelissimi  dopo innumerevoli fatiche di restrutturazione degli edifici dismessi e di ripristino dell’area, riuscirono ad aprire il Museo dell’Arte Maivista, a trasferire da Roma l’archivio storico della rivista ed integrarlo con una biblioteca. Frigolandia così diventò – ed è – oltre alla sede della redazione di Frigidaire anche un luogo di fruizione di un patrimonio culturale che altrimenti sarebbe stato perso, un centro di aggregazione dove realizzare esposizioni, workshop e residenze artistiche, conferenze e seminari.

A tutte queste belle cose, ora il Comune impone lo sfratto, mascherando con problemi apparenti (come il ritardo di pagamenti di alcuni canoni) il fatto che questa Frigolandia al sindaco, al comune, alla provincia, alla regione sta stretta. E gli sta stretta per motivi anche un po’ assurdi come il fatto di avere paura (dopo una conferenza di Scalzone) di essersi messi in casa dei terroristi, terroristi tipo questi.

Ora oltre al problema di che fine faranno i cani di Frigolandia, resta una questione più spinoZa: che fine farà Frigidaire?
Dopo le varie iniziative messe in atto (come questa e soprattutto questa per il 25/26 di Novembre), il sindaco Paolo Morbidoni non ha ceduto, e non ha ceduto nemmeno dopo che un’onda anomala di blogger, appassionati frigidi, artisti, scrittori, e frigolandesi hanno invitato lui e il comune a un ripensamento, possibilmente con maggior criterio.

Di seguito vi riportiamo la risposta di Vincenzo Sparagna alla risposta che il sindaco Paolo Morbidoni ha dato a quelle centinaia e centinaia di persone che l’hanno interpellato sulla questione. Le parole in neretto sono di Sparagna le altre sono della risposta tramite lettera aperta data dal sindaco.

“Vorrei spiegare brevemente, sia a chi mi ha scritto con garbo, sia a chi mi ha processato sommariamente come un Belzebù, le ragioni di questa nostra azione nei confronti di Frigolandia.
Con una doverosa premessa però.
Se c’è una persona dispiaciuta di questa situazione è il sottoscritto, che fin dall’inizio ci ha messo la faccia e anche qualcosa di più (compresi i famosi 100 euro per il passaporto) per consentire la realizzazione di questo progetto.
Dopo appena quattro anni non credo di essermi improvvisamente impazzito, men che meno sedotto da “presunti e inconfessabili interessi speculativi” che qualcuno tende a ritenere le vere ragioni dell’operazione “sfratto”.
Vi invito anche io a venire a Giano, magari un po’ prima delle mobilitazioni collettive.
A venire e a verificare di persona se questo “luogo socratico, immaginario, della pace e della cultura aperto a tutti” – e come tutti, compreso il sottoscritto, auspicavamo che fosse – sia effettivamente tale e soprattutto venga percepito come tale.
Probabilmente riceverete dalla stragrande maggioranza dei cittadini di Giano (una conferma indiretta viene anche dal fatto che solo 2 gianesi su 3500 abitanti hanno firmato fino ad oggi la petizione a sostegno di Frigolandia) la stessa impressione e cioè che Frigolandia, più che una opportunità, sia in realtà una sorta di “corpo estraneo”, chiuso e persino un po’ grigio, a dispetto delle colorate lettere che ti accolgono all’ingresso…

Il sindaco sa benissimo che Frigolandia è stata bersagliata a Giano da una feroce quanto odiosa campagna di calunnie, prima animata da un gruppo di estrema destra, poi, a seguito della presenza del sindaco stesso alla conferenza stampa di Scalzone (della quale era stato avvertito in anticipo tanto che era tranquillamente intervenuto) ripresa da Forza Italia e AN che hanno raccolto le firme contro di noi e contro il sindaco (vero bersaglio della campagna) sulla base di una serie di menzogne. In particolare quella che fossimo addirittura un’organizzazione terroristica (!!!).
Queste menzogne non sono state contrastate con la necessaria energia dalla giunta e dal sindaco stesso, che anzi si è ipocritamente allineato al biasimo per la conferenza di Scalzone solo per liberarsi delle accuse sulla sua presenza alla conferenza stessa. Questo ha fatto precipitare il rapporto con il paese di Giano, che ha visto confermata dalla stessa amministrazione la campagna contro di noi.

Così come inverosimili appaiono altri dati che vengono portati a riscontro della presunta vitalità della struttura, i numeri di presenze (più di 5000 in meno di 4 anni, ovvero più di mille persone l’anno?) e gli investimenti per “decine e decine di migliaia di euro” che stonano con una struttura che appare per tanti mesi all’anno semideserta.

Le visite a Frigolandia sono state effettivamente oltre mille all’anno, metterci un punto interrogativo non può cancellarle. Del resto se si pensa che il rapporto tra i visitatori e i passaporti sottoscritti è stato di circa 1/15 e che i passaporti sottoscritti sono al momento 370 questa cifra di 5000 è del tutto realistica.
Inoltre appare provocatorio mettere in dubbio le nostre spese che sono state rilevantissime (nell’ordine delle centinaia di migliaia di euro in quattro anni). Basti pensare alla completa ristrutturazione della ex cucina della colonia, oggi trasformata in una costruzione abitabile con pavimento e tetto nuovi. Oppure alle oltre 700 tegole dell’edificio principale sostituite perché marce. O alla riparazione della caldaia e dell’impianto di riscaldamento. O alla messa a norma del sistema idraulico. O agli impianti elettrici rinnovati completamente. O ancora alla nuova cucina e alle stanze sistemate nel secondo edificio. O infine agli oltre 40 camion di terra che sono stati necessari a creare il nostro Hortus Conclusus e a sistemare la scarpata che dà sul borgo di Giano che era ridotta a una orribile pietraia coperta da vetri rotti…
La verità è che il sindaco non è più venuto a Frigolandia dalla tarda primavera del 2007 e non ha la più vaga idea dei lavori realizzati. Il suo dubbio appare calunnioso e serve solo ad assolverlo da uno sfratto che si presenta come una gigantesca truffa ai nostri danni, visto che tutte le spese sono state sostenute pensando ai decenni della convenzione e non per ricavarne un immediato beneficio.
L’idea che la struttura appaia come un luogo deserto è semplicemente ridicola per uno che non la vede da due anni e mezzo.

Anche perché tutto questo movimento in un paesino di 100 abitanti qual è il capoluogo si sarebbe notato (credo) e qualche struttura ricettiva circostante ne avrebbe pure beneficiato…

Infatti alcune strutture ne hanno beneficiato, valga per tutte il Camping La Pineta o l’agriturismo di Omero Moretti. Per non parlare dei ristoranti della zona. Ma ovviamente non tutti i visitatori si sono fermati fuori Frigolandia, che ha realizzato i lavori di cui sopra proprio per poter ospitare fino a quindici persone contemporaneamente e che spesso è stata visitata da amici e amiche che sono rientrati nei rispettivi paesi a sera. Come è ovvio per i tantissimi venuti da Roma, dall’Umbria stessa, dalle Marche o dalla Toscana.

Ma non voglio continuare in questo genere di argomentazioni, perché il punto vero è un altro: è stata disattesa la vera promessa, che è pure la premessa di tutta questa vicenda.
Ovvero quella di far vivere la Colonia come un centro culturale che avrebbe portato vitalità e lustro ad un piccolo centro come Giano dell’Umbria, che soffre, come tanti piccoli paesi di montagna, di un lento ma progressivo svuotamento di energie vitali.

La stessa quantità di firme di sostegno da tutta Italia dovrebbe essere una prova evidente che Frigolandia ha portato lustro al paese di Giano, nonostante l’ostilità e l’estraneità della giunta stessa e del sindaco a partire dalla primavera 2007.

Oggi Frigolandia – vista da Giano – è un “non luogo”.
Gli edifici quasi unicamente utilizzati come redazione della rivista e come abitazione di Sparagna (serviva davvero la Colonia per svolgere queste attività?), oltretutto senza neppure pagare l’affitto e senza rispettare molti punti della Convenzione.

Prima di tutto che vuol dire che Frigolandia è un “non luogo”? Niente, poiché invece essa è esattamente un luogo, anzi il luogo che aveva detto di volere essere, ovvero un Monastero Eurotibetano, la Città Immaginaria dell’Arte Maivista, la terra di Frigidaire, la Prima Repubblica Marinara di Montagna, una Accademia delle Invenzioni.
Gli edifici sono utilizzati “quasi unicamente” come redazione della rivista e come” abitazione di Sparagna”. Anche qui dove è lo scandalo? Nella Convenzione si prevede che possa abitarci stabilmente per la custodia non più di una persona, che sono appunto io. E la redazione di Frigidaire è un insieme di archivi, documentazioni, biblioteche ecc. indispensabili al lavoro che facciamo. Infine quali sarebbero i punti della Convenzione non rispettati? Non si sa.
Ma la falsità più grande è proprio in quegli “affitti non pagati”. Il sindaco sa benissimo che si era impegnato a sostenerci per un importo annuo pari almeno al canone. Cosa che ha (quasi) fatto per il primo anno. Poi, appunto dal 2007, si è allontanato, fino a non intervenire neppure all’inaugurazione del Museo dell’Arte Maivista il 2 dicembre 2007.
Noi abbiamo attribuito questo suo allontanamento alla preoccupazione per le elezioni comunali del giugno 2009. Invece sin dal settembre 2008, senza darcene notizia, aveva avviato le pratiche per lo sfratto “per morosità” inviando le notifiche non al nostro indirizzo, ma al vecchio domicilio legale dove sapeva che non c’era nessuno.
Uno sfratto cercato e ottenuto in perfetta malafede. Non a caso, appena abbiamo saputo della cosa, abbiamo subito pagato i canoni scaduti. Ma questo non ha fermato l’azione del sindaco e della giunta.

Io credo che qualche problema in più di quello che si dice ci sia e possa far dubitare dell’intrapresa…
Anche perché curiosamente, grazie a questa ricostruzione unilaterale che circola per il web mi tocca passare per fascista, illiberale, spegnitore di fiammelle di cultura, mentre qui a Giano tutto il centrodestra mi chiama comunista.
Io democratico tra virgolette (come mi ha definito Sparagna) l’ho democraticamente accolto e difeso fin quando era possibile.

Che vuol dire fin quando era possibile? E quando è stato impossibile? Ancora una volta qui si evita di dire che il sindaco per sfuggire alle critiche rivolte a lui e farsi ricandidare ha sposato un biasimo per Frigolandia totalmente fondato su calunnie e menzogne.

L’ho fatto persino in Consiglio Comunale, in una delle numerose discussioni dedicate alla questione. Poi, piano piano, sono emerse le tante contraddizioni di Frigolandia:
Il parco (pubblico) “sempre aperto”, ma di fatto interdetto ai comuni mortali;
Il museo “liberamente visitabile”, ma non si sa a che ora e in quali giorni;
Iniziative culturali si, ma solo a fronte di risorse di cui (ovviamente) non disponiamo;
Abusi edilizi, ma “piccoli”, tanto -va beh – siamo in Italia;

Ecco una serie di pure e semplici bugie.
Il parco era chiuso quando lo visitammo la prima volta, mentre è stato sempre aperto da quando siamo arrivati noi. Cosa che è stata ripetutamente comunicata alla giunta in lettere ufficiali e sperimentata da tutti quelli che ci sono venuti semplicemente a passeggiare, a giocare a carte, a studiare, a fare gite o a cogliere funghi…
Il museo non è una struttura pagata da denaro pubblico, ma è visitabile da chiunque viene a trovarci in amicizia o è interessato all’arte di Frigidaire. L’allusione agli orari è ridicola e davvero ipocrita. Sono venute migliaia di persone da ogni parte d’Italia e anche dall’estero. Relativamente poche da Giano, perché – per ragioni sociali, storiche e culturali – sono pochi i gianesi interessati alle nostre produzioni.
Infine le nostre iniziative culturali numerosissime avvengono dove è possibile ottenere almeno dei rimborsi, poiché nessuno ci paga. Non siamo una struttura stiupendiata dall’amministrazione pubblica, che non ci ha sostenuto con un solo euro.
Infine i presunti abusi edilizi sono due.
Il primo è la tinteggiatura di Frigolandia, avvenuta prima ancora dell’inaugurazione del 25 aprile 2006 alla quale fu presente il sindaco, la giunta e la banda del paese.
Per questa tinteggiatura abbiamo un’autorizzazione firmata dal sindaco stesso. Ma, dopo la conferenza di Scalzone, ci è arrivata l’assurda intimazione a ripristinare le pareti scrostate e coperte di scritte, svastiche e disegni osceni!!!
Il secondo abuso è la Jack London’s Hut, casa-museo nomade della letteratura d’avventura, di cui abbiamo data ampia spiegazione e notizia al Comune prima e durante la sua costruzione.
Il sindaco l’ha perfino visitata durante la costruzione complimentandosi.
I tecnici comunali ci dissero allora che la cosa migliore sarebbe stata inquadrarla nel progetto di “città dell’arte” con un cambio di destinazione d’uso dell’intera area.
Poi quando era quasi completata, sempre dopo l’affaire Scalzone, è arrivata l’intimazione a demolirla!!! Per la cronaca nel contratto di Convenzione è scritto che potremmo costruire fino a cento metri quadrati con un’altezza di sei metri e mezzo. Dunque la Jack London’s Hut, che aveva una superficie di appena 12 metri, sarebbe stata perfettamente legittima. Come ci hanno spiegato gli stessi tecnici del Comune basterebbe adesso demolirla, poi appena loro ci danno il documento giusto… noi potremmo ricostruirla pari pari. Una proposta oltre che ridicola… paradossale, tipica della confusione burocratica e della malafede di chi ha chiesto (e ottenuto) la sua demolizione.
Al momento infatti la Jack London’s Hut è semplicemente una casa di legno prefabbricata di appena otto metri quadrati…in via di definitiva, forzata demolizione.

Eventi nazionali realizzati in loco praticamente nessuno, se si eccettua la prima conferenza stampa di Scalzone, che mi é costata una mezza crisi di Giunta, interrogazioni in Consiglio Comunale, in Consiglio Regionale e in Parlamento Nazionale, 1500 firme (su poco più di 3500 abitanti) contro l’Amministrazione e per la cacciata di Frigolandia, l’accusa al sottoscritto di essere un filoterrorista…

Ecco che torna il problema personale del sindaco di come sottrarsi alle menzogne sulla conferenza di Scalzone. Tra l’altro anche questa frase sulla mancanza di eventi in loco non è vera, visto che ogni 25 aprile a Frigolandia si svolge la Festa della Liberazione dei Frigoriferi Intelligenti con la partecipazione di centinaia di persone. Il sindaco è intervenuto solo a quella inaugurale del 2006 e poi non si è più visto… sempre a causa della campagna di menzogne post-Scalzone.

Tutti “dettagli”, almeno nella concezione mondialista di Sparagna, visto che la cosa è stata sempre derubricata ad una incomprensibile reazione un pò provinciale del paesello, cavalcata dalla destra fascista. (Della serie “mai un dubbio”)

Io non ho alcuna concezione “mondialista”, termine di chiara derivazione fascista. Non so proprio cosa voglia dire il sindaco con questa frase.
In quanto al paesello è un paesello, ma nessuno lo disprezza, meno che mai noi. Certo non possiamo cambiarne la mentalità chiusa e in parte addirittura xenofoba se il sindaco e la giunta sono schierati sul fronte della calunnia e ci combattono fino allo sfratto sleale e scorretto già detto.

E questa idea, un pò fastidiosa, per cui siccome siamo piccoli non possiamo capire è riemersa nell’incontro che abbiamo avuto insieme agli avvocati qualche settimana fa (ripresa – sotto altre forme – anche nell’editoriale del 6 ottobre in cui si afferma che “l’arte e il pensiero non possono adeguarsi agli umori popolari, per giunta di un paesino di soli 3000 abitanti…”).

L’arte e il pensiero non possono adeguardi agli umori popolari, senza perdere la loro sincerità e autenticità, anche se il paese, come è l’intera Italia, fosse di 60 milioni di abitanti.

A tutto questo si aggiunge (e sottolineo si aggiunge) la procedura di sfratto che non è per niente anomala ma del tutto normale, dopo due anni di mancato pagamento dell’affitto e di lettere di sollecito, e per questo convalidata da un giudice (si tratterà forse di un anomalo giudice di destra?)

Ho già ricordato che lo sfratto è stato ottenuto senza farci sapere nulla.
In ogni caso i canoni sono stati pagati, perché il sindaco non lo dice???

Che Sparagna sia un pezzo importante della cultura di questo paese mi sta bene, ma ciò non autorizza nessuno a fregarsene del rispetto delle regole… anche perché il legibus solutus mi ricorda altri personaggi del nostro tempo… Dico queste cose con grande rammarico.
Ho 39 anni, faccio il Sindaco per una inspiegabile (di questi tempi) passione, sono stato il primo promotore di Frigolandia perché ho creduto, come molti, nella forza straordinaria di un progetto che é rimasto largamente sulla carta.

Queste affermazioni di un” legibus solutus” e di un “progetto rimasto sulla carta” sono sinceramente paradossali di fronte ai 250 processi subiti da me nel corso di 30 anni di attività frigideriana, dopo quattro anni di lavoro volontario e di fronte alle enormi spese sostenute per ristrutturare gli edifici e creare Frigolandia, cosa per la quale alcuni di noi sono indebitati per molti anni a venire.

Oggi mi ritrovo a gestire una causa legale, che mai avrei voluto, e a passare per un dissipatore di ricchezza e di cultura, quando sono perfettamente consapevole che di cultura e di bellezza questo paese ha un grande bisogno. Ma – aggiungo – anche di lealtà e sincerità.
Peccato che tutto questo fervore da parte di Sparagna a difesa di Frigolandia non l’ho trovato quando si trattava di difendere il Sindaco di Giano dagli attacchi di mezzo mondo, dopo il caso “Scalzone”.

Io e tutta Frigolandia abbiamo difeso sia la legittimità della conferenza stampa di Scalzone che la legittimità della presenza del sindaco. E’ il sindaco che ci ha attaccato ipocritamente dopo essere stato avvertito e poi presente alla conferenza…

Da allora solo molto silenzio, fino allo sfratto.

Uno sfratto per morosità, con i canoni pagati…, che rischia di distruggere il patrimonio di disegni e opere raccolti in 30 anni da Frigidaire…ma come fa il sindaco a non vergognarsi?

Cordialmente,
Paolo Morbidoni

Altrettanto cordialmente vorrei dire al sindaco di ritirare lo sfratto per “morosità”, che non ha alcuna giustificazione, e riaprire un dialogo vero, interrompendo questa pratica della bugia che cancella la storia per giustificare una cronaca di autentica persecuzione.

Vincenzo Sparagna”

 

Traete un po’ le vostre conclusioni, ma se Frigidaire non vi basta come motivo, non dimenticatevi dei cani.

10 Risposte to “Sgombero Frigolandia”

  1. Anna 17 novembre 2009 a 23:47 #

    ma quindi che ne sarà? :(

  2. Gianluca Liguori 17 novembre 2009 a 23:48 #

    Bravi ragazzi! Ottimo lavoro!

    Ma venite a trovarci il 20 a Siena?

  3. Alessandro Raveggi 17 novembre 2009 a 23:58 #

    Metti Collettivo Mensa assieme a Frigidaire e il risultato è un forte mal di testa. :)

  4. Sonderkommando 18 novembre 2009 a 01:48 #

    Un posto libero che però ti fa pagare 100 euri io non l’avevo mai visto. In Italia sgomberano posti che hanno storie ben più gloriose e che si spaccano il culo ogni giorno sul territorio. E trovare una soluzione condivisa? Se deve essere museo e parco, che lo sia, ma allora aperto a tutti e gratuito.

    • Gianluca Liguori 18 novembre 2009 a 12:17 #

      @ Sonderkommando: la sottoscrizione del passaporto (i 100 euri) è facoltativa (ed inoltre dà diritto a SETTE giorni di permanenza nella Repubblica) ed entrare al parco o visitare il museo è assolutamente GRATUITO e aperto a tutti.
      Mi dispiace poi farti notare che probabilmente conosci poco la “gloriosa” e straordinaria storia di Frigidaire… probabilmente sei molto giovane, ma appunto per questo, prima di sparare a zero, faresti bene a documentarti bene ;)
      Inoltre, e concludo, è un abominio lo sfratto di Frigolandia così come i tanti sgomberi di posti con “storie ben più gloriose e che si spaccano il culo ogni giorno sul territorio” (anche se la tua generalizzazione è fuorviante).
      Uno dei grandi problemi di oggi è appunto la mancanza dello sguardo globale; bisognerebbe togliersi i paraocchi e saper guardare oltre il proprio orticello…

      @ Raveggi: uno splendido mal di testa…

      • collettivomensa 18 novembre 2009 a 14:39 #

        Sottoscrivoappieno.

  5. collettivomensa 18 novembre 2009 a 14:19 #

  6. sarmizegetusa 19 novembre 2009 a 18:55 #

    mi dice il sindaco di Santo Spirito che avete una presentazione martedì. è vero?

  7. Sergio bonanni 27 novembre 2009 a 20:04 #

    “”Mi dispiace poi farti notare che probabilmente conosci poco la “gloriosa” e straordinaria storia di Frigidaire… probabilmente sei molto giovane, ma appunto per questo, prima di sparare a zero, faresti bene a documentarti bene ;)”
    E cos’è stato? Le monde?La giovine Italia??
    Non voglio mancare di rispetto a nessuno, ma aveva ragione Remy de Gourmont, gli imbecilli non si annoiano mai, si contemplano.

  8. john 12 marzo 2010 a 22:56 #

    ma appunto per questo, prima filme porno di sparare a zero.

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