A presto Ciccio

1 Dic

Alle 8 e 16 di questa mattina se ne è andato Francesco Paolo Maccarrone, poeta, militante, amico.

Per il Collettivomensa la scorsa settimana aveva anche rilasciato un’intervista (mai più terminata) sul tempo liberato dal lavoro: dagli Almamegretta ad Hard Times di Dickens.

 

 

Vogliamo salutarlo con le parole semplici e patetiche (nel senso alto del termine) di un monologo che qualche tempo fa aveva inviato in redazione. A presto Ciccio.

Non abbiate paura
Francesco Paolo Maccarrone

Non abbiate paura di sprofondare, di cadere nel baratro, di toccare il fondo, di stare in apnea, di provare sconforto.

Non abbiate paura di tremare, di sudare freddo, di pensare, di ripensare e di non riuscire a non pensare.

Non abbiate paura di chiedervi chi siete e che senso avete voi, quello che dite e quello che fate.

Non abbiate paura di esagerare, di dire la cosa sbagliata, di non fare quella giusta.

Non abbiate paura di non poter essere suscettibili di omologazione e di conformazione.

Non abbiate paura di stare in silenzio nel mezzo di una massa rumorosa, quando è già tanto che ci stiate.

Non abbiate paura di essere percepiti come un’anomalia, uno strano, un malato.

Non abbiate paura di ricevere mezze pacche sulla spalla che puzzano di compassione, pietismo e consolazione.

Non abbiate paura della solitudine.

Non abbiate paura di non riuscire a dormire e, laddove ci riusciate, di svegliarvi nel sonno.

Non abbiate paura di essere svagati, distratti, imbambolati, assenti, in un altro mondo.

Non abbiate paura di essere fuori dal coro, anzi di non potere/volere avere voce.

Non abbiate paura di trovare frequente rifugio e compagnia nell’alcool e nel tabacco.

Non abbiate paura della prigionia degli anni.

Non abbiate paura di fare paura.

Non abbiate paura di avere paura.

Non abbiate paura di non saperne di domani e di non riuscire a capire ieri.

Non abbiate paura di esplodere, esaurire, deprimervi e imparanoiarvi, di essere tristi, di incattivirvi.

Non abbiate paura di dire ciò che gli altri non dicono e di vivere come gli altri non vivono.

Non abbiate paura di scoprire di avere sbagliato, di averci visto male, di aver distorto la realtà.

Non abbiate paura dei rimpianti, dei sensi di colpa e di ciò che non è potuto essere.

Non abbiate paura di sembrare indifferenti ed impenetrabili.

Non abbiate paura di non accorgervi che mentre pensate che non stia cambiando nulla, in realtà sta cambiando tutto.

Non abbiate paura di stare fermi o di non riuscire a farlo.

Non abbiate paura di bloccarvi, di chiudervi, di mancare un ‘appuntamento, di essere beffati dal caso.

Non abbiate paura di non sentirvi padroni di voi stessi, di non avere personalità, di stancarvi e di non stancarvi di tutto questo.

Non abbiate paura di fallire o di essere un errore di sistema.

Non abbiate paura di essere incoerenti, di non dire ciò che pensate, di non fare ciò che dite, di promettere, a voi e agli altri, e non mantenere.

Non abbiate paura di non capirci un cazzo, di non riuscire a mettere insieme i pezzi, di essere confusi, di vivere con una colonna sonora di “non lo so”.

Non abbiate paura di farvi male.

Non abbiate paura di essere instabili, vulnerabili, deboli, fragili.

Non abbiate paura di essere immaturi.

Non abbiate paura di rischiare di essere pesanti, nocivi, decadenti, problematici, complessati.

Non abbiate paura di dovervi ripetere che è il vostro anno per autoconvincervene.

Non abbiate paura di camminare a testa bassa, di non saper gestire le vostre emozioni, di (ri)metterci troppo cuore e poca testa o viceversa.

Non abbiate paura di sentirvi azzerati, svuotati, incompresi.

Non abbiate paura di sentirvi dentro un circolo vizioso, tanto vizioso da viziarvi.

Non abbiate paura di non voler competere, di non voler concorrere, di non volere.

Non abbiate paura di non riuscire a distaccarvi da fatti o persone, di non riuscire ad essere freddi.

Non abbiate paura di rimanere inerti, apatici, annoiati.

Non abbiate paura di fottervene dei

“L’importante è che stai bene con te stesso”,

“Dovresti mangiare di più”,

“L’importante è iniziare e finire una cosa”,

“Secondo me dovresti fare questo”,

“Perché non fai così?”,

“Dovresti pensare a te stesso”,

“Devi pensare se ne vale la pena”,

“Valuta i pro e i contro”.

Non abbiate paura di non ascoltare consigli, raccomandazioni, avvisi, dritte e inviti alla considerazione dei pesi della bilancia.

Non abbiate paura di dire tutto ed il contrario di tutto.

Non abbiate paura di illudervi e di disilludervi.

Non abbiate paura del tempo, di quello che scorre troppo velocemente e di quello che non ne vuole sapere di passare.

Non abbiate paura dello spazio, di quello chiuso e di quello aperto.

Non abbiate paura di non volervi confrontare, di non prendere parte, di astenervi, di dire “no comment”.

Non abbiate paura di danzare con il fantasma della follia.

Non abbiate paura di non aver pazienza, di volere tutto e subito, di pensare che la vita sia una somma di giorni.

Non abbiate paura di pensare a vostra madre, a vostro padre e al padre o alla madre che potreste essere.

Non abbiate paura del consumo se serve ad interrompere la continuità del non senso.

Non abbiate paura di sentirvi costretti a violentarvi, reprimervi, ad imporvi la mediocrità, la logica, la normalità.

Non abbiate paura di non sapere cosa è meglio, cosa è peggio, cosa è e cosa non è.

Non abbiate paura di non sapere se dovete giocare in difesa, in attacco o se dovete continuare a correre a centrocampo.

Non abbiate paura di scrivere e vedere che quello che c’è dentro di voi, una volta buttato fuori, può essere liberatorio ma può anche farvi stare male.

Non abbiate paura di continuare a cantare che è l’ora delle tentazioni quando non lo è.

Non abbiate paura se quotidianamente oscillate tra delusione, rabbia e amarezza.

Quando vi succederà tutto questo, non abbiate paura.

Perché vi sentirete all’inizio di una sfida, col sapore amaro della possibilità della sconfitta che tradurrete in uno sputo come un gladiatore fa prima dell’ingresso nell’arena.

Vi sentirete pronti ad affrontare qualcosa di più grande di voi, qualcosa di mostruoso, che vi mostra i denti e che ha sete del vostro spirito.

Vi sentirete vivi e finalmente messi alla prova.

Come fare, vi chiederete, dopo tutta la merda di quest’inchiostro?

Semplice, con ciò che vi ha condotto in questo vortice: il vostro cuore, al quale, “da che mondo è mondo”, non si comanda.

E andrete a scrivere su un muro:

“Spiacente, signori illuministi, fedeli della Dea Ragione.

Con me avete fallito, rivolgetevi ad altri.”

2 Risposte to “A presto Ciccio”

  1. gianni 1 dicembre 2009 a 17:39 #

    ancora con sta chiclit?

    • collettivomensa 2 dicembre 2009 a 02:10 #

      io non l’ho letto..

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