Via dalla bellettristica!

9 Giu

CAPEZZONE è in viaggio nei sotterranei medievali di Firenze, dove vengono ammassati i cadaveri dei turisti che ogni giorno a decine scompaiono dalle nostre città per mano dei Laureati. Questione di ore, insomma, e il nuovo numero del Collettivomensa verrà alla luce. Per adesso qualche altro antipasto, aprite le fauci: ammmm…




dr Pira


[…]Mi era capitata una cosa simile a inizio anno, a dire la verità: c’era questa ventenne androgina, che prendeva a volte il treno quando lo prendevo io. Erano ore da gente che si sveglia tardi e alla stazione eravamo spesso soli. La prima volta ci notammo perché avevamo le stesse scarpe, Osiris da skate, nere, a panettone. Di solito quando arrivavo al binario lei c’era già, allora ci guardavamo. A volte anche solo a cinque o sei metri l’uno dall’altra, se avevamo un libro da leggere. Certi giorni sembrava un ragazzo ed era molto bella, gli occhi e le ciglia affilate. Parlammo una volta sola, il tempo di sapere che si chiamava Elena. Poi un giorno, sulla Nazione, proprio al bar della stazione, vidi la sua faccia (sembrava ritagliata da un album scolastico, di certo non l’avevo mai vista coi capelli così lunghi): l’occhiello, sotto al titolo Ketamina: dose mortale per una valdarnese, diceva Aveva vissuto a Bologna, frequentava un giro di “punk-bestia”. Scritto così.[…]
Vanni Santoni



Giulio Giordano


[…]il mio superiore, cinquant’anni, vedovo, continua a dire che al giorno d’oggi le palestre si riempiono e le librerie si svuotano, e mentre getto la cravatta nell’angolo nord-est del pavimento mi domanda se nei miei sogni più reconditi aprirei una libreria, e io rispondo che non l’aprirei per nessuna ragione al mondo, sarebbe un investimento errato, e lui distende i lineamenti, sorride sardonicamente, mi accarezza una spalla e dice che questa è la risposta giusta, perché la gente non richiede cultura ma massa muscolare e infatti noi produciamo attrezzi, beni strumentali, e quel noi significa la Società, un pachiderma giuridico che s’è inserito per primo in un mercato di nicchia, e il mio superiore prosegue dicendo che la vecchia locuzione lattina, quella che parla di sanità dell’anima e salute del corpo, be’, dice che questa cosa dell’anima e del corpo poteva avere un senso in altri tempi, ma che oggi l’ago della bilancia pende a favore del corpo, e lo spirito non interessa più a nessuno.[…]
Iacopo Barison

Una Risposta to “Via dalla bellettristica!”

  1. Michele ris i 9 giugno 2011 a 18:07 #

    bello il nuovo sito…..
    provo di raggiungervi a qualche fiera
    se no vengo atrovarvi!!!!

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